Valdo festeggia i suoi 100 anni
di Giovanna Moldenhauer
Il festeggiamento dei 100 anni si è tenuto presso il Teatro Gerolamo dove Pierluigi Bolla ha dialogato con Giulio Somma, noto giornalista, sui passaggi storici che hanno portato a questa celebrazione, su come Valdo ha dato nei decenni il suo contribuito alla trasformazione del gusto che ha reso il Prosecco un’icona contemporanea.

La narrazione è partita dalle origini: la storia di Valdo è infatti anche la storia della famiglia Bolla, che in tre generazioni ha saputo coniugare passione e spirito imprenditoriale contribuendo alla diffusione globale del prosecco. Bolla, rispondendo nelle battute iniziali a Somma, ha sintetizzato in poche parole l’identità dell’azienda «Se dovessi rappresentare in una definizione la storia di Valdo direi “una vita vivace”, un claim di una campagna pubblicitaria degli anni ’90, che racconta la nostra filosofia dinamica, curiosa e sempre protesa verso l’innovazione, la qualità e lo sviluppo della tradizione, fatto nel rispetto della nostra terra».
Per dare una dimensione del fenomeno vogliamo citare gli anni che hanno contraddistinto il percorso fatto dalla famiglia Bolla dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Un percorso che ha portato Valdo ufficialmente a far parte dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. Era il 1883 quando Abele Bolla, proprietario di una locanda a Soave, decise di produrre vino per i propri ospiti, non solo di portarlo anche nei migliori locali di Venezia e Milano. Più di quaranta anni dopo, nel 1926, nasce la Società Anonima Vini Italiani Superiori, con Sergio Bolla che nel 1938 ne completa l’acquisizione, trasformandola nel 1951 in Valdo, oltre ad avviare di fatto un decisivo percorso di sviluppo.
Nell’occasione abbiamo fatto qualche domanda a Pierluigi Bolla, presidente Valdo e seconda generazione alla guida dell’azienda.
Nell’occasione abbiamo scambiato qualche battuta con lui. A cominciare dalle sue sensazioni riguardo a questo importante anniversario.
«Cent’anni non sono solo un traguardo, ma una responsabilità: significa aver attraversato la storia senza perdere identità. Il nostro obiettivo resta quello di produrre e comunicare il nostro vino come un simbolo di leggerezza, socialità e futuro, continuando a innovare con coerenza, nel rispetto della nostra terra e in sintonia con le nuove richieste dei consumatori».

Durante il dialogo con Giulio Somma Bolla ha citato la medaglia d’oro ottenuta al Berliner Wine Trophy 2026 con il nuovo Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs, ottenuto da Glera, Chardonnay e Traminer.
«Il nuovo dealcolato è stato presentato, all’inizio di febbraio, alla manifestazione internazionale di Wine Paris. Un Blanc de Blanc che intercetta la crescita a livello mondiale del segmento low e no alcohol. Esprime la scelta della nostra cantina orientata alla purezza con una produzione assolutamente senza aromi aggiunti. È firmato Valdo, con uve Glera e Chardonnay, coltivate a Valdobbiadene, oltre a una parte di Traminer proveniente invece dalle Grave del Friuli».
Alla domanda di quale fosse stato il parente a scegliere, nel 1951, il nome ‘Valdo’, scelta fatta in un momento storico in cui il contesto unico della straordinaria architettura vitata che riveste le colline, di cui si percepisce la straordinarietà già al solo rimirarle, era ancora inespresso, risponde:
«È stato mio padre Sergio a scegliere il nome Valdo nel 1951, proprio l’anno in cui sono nato. Una scelta lungimirante visto che oggi Valdobbiadene è il luogo dove si produce l’eccellenza del Prosecco Superiore, al centro di una denominazione unica per le sue caratteristiche naturali, microclimatiche e di antica, appassionata cultura enologica. Inoltre, come certamente sapete, nel 2019 queste colline sono state proclamate Patrimonio dell’Umanità UNESCO».
A conclusione possiamo affermare che Valdo con un secolo di storia alle spalle, lo sguardo rivolto al futuro, continua a raccontare la propria identità come parte di un racconto più ampio: quello di un’Italia — e di un mondo — che cambia ma che continua a brindare con le sue bollicine!





